Curriculum Vitae, odi et amo

Curriculum Vitae, odi et amo
Indipendentemente dal profilo che vi è stato assegnato dal nostro bellissimo test (!), dalla ricerca di occupazione che state facendo o dalle modalità con cui la state portando avanti, arriva un momento (quel momento) in cui dovete rimettere mano al vostro Curriculum Vitae.
Niente panico.
Ci sono varie scuole di pensiero ma fondamentalmente sono due: pro o contro il CV in formato europeo. Diciamocelo, è proprio brutto. Usa un terzo dello spazio in verticale, ogni informazione è messa su una riga differente facendo sì che i rotoli di papiro egiziani siano tornati di moda e se poi una persona ha avuto più di due o tre esperienze di studio/lavoro è necessaria una risma intera per stamparlo. Senza parlare dell’ambiguità che risulta dal “dover indicare le proprie competenze”.
C’è da dire che il buon senso e il buon gusto nello scrivere non si imparano così su due piedi quindi il fatto di avere dei confini più o meno prestabiliti è di grande aiuto ai più.
In un contesto come quello attuale dove le aziende vengono inondate da centinaia di curricula è di capitale importanza la capacità di far capire non solamente chi siamo e cosa sappiamo fare, ma anche che tipo di persona siamo. Siamo persone affidabili? Viviamo nell’attesa di timbrare il cartellino e in funzione del venerdì sera o non molliamo la presa fintanto che un lavoro non è terminato o non è esattamente come vorremmo che fosse? Sappiamo stare con gli altri o siamo dei solitari?
Augusto Coppola, in un divertente articolo su Che Futuro! di un paio d’anni fa dove raccontava tutta la sua disapprovazione del formato europeo, spiega come ognuno di noi abbia un suo stile di comunicazione e come può, quindi, un qualsiasi standard, uguale per tutti e deciso in qualche ufficio lontano, riesca a cogliere le infinite sfumature del nostro carattere, delle nostre ambizioni e speranze? Ottima domanda.
In questa sede il consiglio che possiamo darvi è quello di scegliere il formato che preferite e che vi fa sentire più a vostro agio purché siano rispettate alcune semplici regole:
1. il CV deve presentarsi semplice e ben organizzato, con abbastanza spazio bianco per permetterne una agevole lettura;
2. non dovrebbe essere più lungo di 2 o 3 pagine;
3. attenzione a font, grassetti e corsivi: vale la regola less is more osemplice è meglio, quindi pochi impiatricciamenti;
4. siate schematici;
5. infine verificate più volte e con molta attenzione ciò che avete scritto, in modo da evitare spiacevoli errori di ortografia.
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