L’immaginazione è più importante della conoscenza, Albert Einstein

L’immaginazione è più importante della conoscenza, Albert Einstein
Bene, dovevamo scrivere un articolo sulla genialità e chi abbiamo citato? Albert Einstein. Ok, scelta prevedibile e scontata direte voi…vero! Verissimo! Ma mettetevi nei nostri panni: come potevamo esimerci dall’omaggiare questo uomo meravigioso? Perché sforzarsi di cercare qualcosa di meglio per esemplificare la vitalità e la brillantezza mentale? Chi riesce ad avvicinarsi più di lui alla definizione di genio? Certo, le nomination includevano personalità enormi come Isaac Newton o addirittura Leonardo Da Vinci, ma alla fine il giocoso filosofisico tedesco ci ha conquistato all’unanimità e, di buon grado, abbiamo deciso di dargliela vinta.
 A quel punto è sorta un’altra questione da risolvere: quale citazione scegliere come titolo dell’articolo? Qual è quella meglio sintetizza ciò di cui stiamo parlando? Avevamo a disposizione perle rare come: “il processo di una scoperta scientifica è un continuo conflitto di meraviglie” (che splendido ossimoro!!!) oppure: “tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa”.
 Capite perché lo abbiamo scelto? Perché brillantezza, nella concezione che piace a noi, vuol dire anche sensibilità, ironia, consapevolezza di essere in qualche modo degli “sprovveduti”. Non soltanto studio, esperienza e professionalità allora (vedi titolo dell’articolo) ma anche intuito, sfrontatezza e capacità di affrontare le cose in modo diverso dagli altri, bruciando i tempi e offrendo vedute inedite.
La singolarità di soggetti come Albert Einstein è proprio questo loro speciale approccio nei confronti dell’esistenza e del mondo che loro stessi stanno contribuendo a cambiare. Un approccio universale, inclusivo, in cui la scienza incontra la spiritualità (intesa in un senso prettamente einsteiniano comunque…), erudizione, filosofia e ironia camminano, anzi corrono, tutte insieme per raggiungere traguardi scientifici e umani fino a quel momento inimmaginabili.
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